A Bologna 1/a assemblea nazionale Riders

La prima assemblea nazionale dei riders, i 'ciclofattorini' che lavorano per le piattaforme digitali di consegna del cibo a domicilio, ha richiamato a Bologna un centinaio di persone, soprattutto giovani, provenienti da tutta Italia. Tra loro anche due dei sei 'fattorini' che, dopo essere stati licenziati dalla multinazionale tedesca Foodora, hanno chiesto ai giudici del Tribunale del Lavoro di Torino il riconoscimento di lavoro subordinato. Ricorso respinto qualche giorno fa. La loro storia, come quella di altri riders provenienti anche da Francia e Belgio, è stata raccontata ai partecipanti che si sono confrontati sul riconoscimento dei loro diritti e sull'organizzazione di una iniziativa di mobilitazione il primo maggio a Milano, Torino e Bologna. Ed è proprio qui che la 'Riders Union Bologna', associazione che riunisce i lavoratori delle piattaforme digitali, ha firmato, insieme a Comune e sindacati, la prima 'Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano'.

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